2012

27-28 ottobre 2012, Roma, Roma, via Cesare Balbo,4 (presso YWCA). Teorie dell’attaccamento in prospettiva interculturale).

  Il primo giorno sarà dedicato alla presentazione e discussione con Stefano Carta (AIPA, ETNA, Università di Cagliari).

L'intervento verterà su una descrizione dei fondamenti della teoria dell'attaccamento sulla base degli sviluppi operati dai principali autori, quali: J. Bolwby, M. Main, M. Ainsworth, P. Crittenden, P. Fonagy e M. Van Ijzendoorn. La teoria verrà inquadrata criticamente e posta in una prospettiva non-riduzionistica, in riferimento alla relazione tra attaccamento, esploratività e sessualità. Si approfondirà il senso della necesssità di distinguere teorie riduzionistiche e non-riduzionistiche. Una seconda parte inquadrerà la teoria in un ambito transculturale, introducendo il modello Balanced Integration-Differentiation, e proseguendo con l'esposizione delle relazioni tra le osservazioni riferite alla teoria dell'attaccamento e contesti culturali diversi, in special modo africani, giapponesi e cinesi. In una terza parte si accennerà a ricadute della teoria su psicopatologie traumatiche e fenomeni di odio razziale ed etnico. La proiezione di un documentario (Bebes) completerà la giornata.

Il giorno 28 l’incontro prosegue con l'intervento di Rossella Ragazzi*, professoressa associata di antropologia visiva all’università di Tromsø, sull'esperienza transculturale dei bambini migranti dentro e fuori dalle istituzioni scolastiche. Verrà proiettato e discusso il suo film 'La memoria dura'.

In quale modo bambini migranti che stanno avvicinandosi all'adolescenza riescono a collegare il loro luogo d'origine e il luogo o i luoghi di destinazione della migrazione? Da anni Rossella conduce una ricerca sui temi principali della migrazione e dell'infanzia. Come emigrano bambini del cosiddetto terzo o quarto mondo, di paesi non completamente industrializzati, di classi sociali non più classificabili, come passano da un modo e luogo di vita a un altro, come entrano nel sistema scolastico europeo e come negoziano uno spazio che non sia puramente interstizio, e come diventano gli oggetti di nuove pratiche educative collegate con l'intercultura? Come vivono il ruolo di unire le loro famiglie con il mondo della scuola, spesso diventando mediatori culturali e traduttori del lessico familiare, dell'indicibile parentale?

Questi bambini sono spesso stati in transito per lunghi periodi, e infine sono arrivati in un paese dove le loro famiglie contano di rimanere per un bel po', ma dove protrebbero anche decidere di spostarsi ancora per un posto forse migliore. Hanno la speranza di esser trattati con rispetto e pari opportunità e vivono spesso simultaneamente un cambiamento di ritmo di vita legato dapprima alla differenza geografico-culturale e linguistica, e poi a quello legato a nuovi significati di disciplina e rispetto della collettività che la scuola o altre istituzioni che regolano l'infaniza impongono, senza mettersi in questione, nella maggior parte dei casi. E' in questo contesto, caratterizzato spesso da lunghi periodi di silenzio, osservazione, timidezza, o anche al contrario, iperattività, turbolenza e ribellione, che prende avvio il viaggio psichico e fisico verso l'età adulta, che sembra anche coincidere con l'attesa integrazione del livello linguistico necessario a capire nuove regole di comportamento,  razionalizzazione del curriculum scolastico, sviluppo di abilità legate all'accettazione sociale e all'entrata, possibilmente rapida e generalmente poco qualificata, nel mondo del lavoro.

* Diplomata del Centro Sperimentale di cinematografia e in seguito espatriata in Francia, Irlanda e Norvegia per completare gli studi di dottorato e post dottorato in cinema etnografico e antropologia visiva. E’ oggi professoressa associata all’università di Tromsø e visiting lecturer alla Freie Universität di Berlino e supervisore di studenti master e PhD in “media anthropology”. Fra le sue pubblicazioni recenti il libro “Walking on Uneven Paths: the Transcultural Experience of Children entering Europe in the years 2000”, pubblicato in Svizzera da Peter Lang (2009). Fra i suoi film a carattere antropologico più recenti: At Home in the World, Norvegia (2003); La Mémoire Dure, Francia (2000); Firekeepers, Sàpmi (2007).

Per procedere con l'iscrizione dovreste inviarci una conferma per email e versare un bonifico, di 100 oppure 180 euro a seconda dell'opzione da voi preferita, sul conto corrente della Scuola al seguente IBAN: IT94S0335901600100000018200, precisando il vostro nome e i termini dell'iscrizione, ovvero per esempio: seminario 27, oppure 27/28 ottobre 2012. Gli orari del seminario saranno i seguenti: il sabato 10-18, con intervallo di pranzo; la domenica 9-17 con intervallo di pranzo. I seminari si tengono in via Cesare Balbo, 4 (YWCA) presso la sede didattica della Scuola.

 

Per saperne di più...

 

giornata di presentazione scuola etnopsi                                                ... Leggi tutto
ascolto psico-sociale La Scuola Etno-Sistemico-Narrativa e Intercultural International Foundation hanno aperto uno spazio per le attività di ascolto psico-sociale presso la sede di Roma, via C. Balbo n° 4... Leggi tutto
Scuola Quadriennale PRESENTAZIONE La Scuola Quadriennale di Psicoterapia ad Indirizzo Sistemico-Relazionale e Orientamento Etno-Sistemico-Narrativo è l'unica Scuola riconosciuta in Italia ad applicare questo... Leggi tutto


Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.