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INCONTRI SEMINARIALI DI FORMAZIONE

Vi proponiamo di seguito alcuni incontri a carattere seminariale pensati per coloro che siano interessati all’approccio Etno-Sistemico-Narrativo e alla nostra Scuola di specializzazione.

Le tematiche degli incontri e i relatori che saranno di volta in volta presenti sono rappresentativi della linea di pensiero, teorica e operativa, che ispira il modello della Scuola.

Il collegamento, all’interno di questa linea di pensiero, tra teoria e prassi, rende questi seminari interessanti anche per chi lavora ed è intenzionato a confrontarsi con un approccio originale, costruito sulla base del lavoro con persone di altre culture e che coniuga l’impronta sistemica con le dimensioni narrativa e culturale.

27 marzo 2015 Il malinteso culturale nelle relazioni di cura. Con Gabriele Profita

G. Profita è professore ordinario di psicologia clinica ed etnopsicanalisi all’Università di Palermo. Ha pubblicato sull’argomento del seminario diversi articoli sulle riviste Gruppi,  Revue des Sciences Sociales e Psicologia Clinica

 

6 giugno 2015 Una terapia su misura (il modello “sartoriale” – taylored medicine – nella cura). Con  Sandro Spinsanti.

S. Spinsanti, laureato in teologia morale e psicologia, con formazione psicoterapeutica, ha insegnato a Milano e Firenze etica medica e bioetica. È stato nel Comitato Nazionale per la Bioetica e presidente di numerosi Comitati etici per la ricerca

 

20 giugno 2015 Adolescenza e aggressività: disturbi alimentari nelle femmine e antisocialità nei maschi. Con Stefano Cirillo

S. Cirillo, psicoterapeuta familiare, co-fondatore della Scuola Mara Selvini Palazzoli di Milano, si è dedicato all'applicazione del modello sistemico e relazionale nell'ambito dei servizi psicosociali. Ha fondato il Centro per il bambino maltrattato. Redattore delle riviste Terapia Familiare e Ecologia della Mente

9 ottobre 2015 I tempi e i dispositivi di cura, con una particolare attenzione alla questione delle prescrizioni in una prospettiva Etno-Sistemico-Narrativa. Con Natale Losi

N. Losi, psicoterapeuta familiare, direttore della scuola Etno-Sistemico-Narrativa

L’orario degli incontri sarà dalle 10 alle 18 con una pausa per l’ora di pranzo.

Le sedi sono ancora in via di definizione, in base al numero dei partecipanti, e ne verrà data diffusione in concomitanza dei singoli eventi.

Il costo per la partecipazione a un seminario è di 50 Euro.

Sono previste riduzioni per chi farà richiesta di partecipare a più di due seminari in programma.

Per prenotazioni e contatti: info@etnopsi.it - 3317149736

La Scuola Etno-sistemico-Narrativa

e International Interculture Foundation

presentano

Tutti verso uno

Il capro espiatorio nelle dinamiche familiari e nelle comunità

Sergio Manghi

Roma, 31 gennaio – 1°febbraio 2015

                                                  icona rotonda

 

 Venerdì 10 ottobre 2014 ore 17.30 presso la Scuola Etnopsi in via Cesare Balbo, 4 c/o YWCA Roma

In occasione dell’apertura delle iscrizioni all’anno accademico 2015 della Scuola etno-sistemico-narrativa di Roma, il direttore Natale Losi, illustrerà metodi e programmi.

Il seminario offrirà ai partecipanti la possibilità di un confronto con i didatti della Scuola e gli allievi degli anni di specializzazione in corso.

A fronte di nuove forme emergenti di disagio psicologico legate all’accoglienza dei migranti, durante il seminario si discuterà della prospettiva etno-sistemico-narrativa e di alcuni temi trattati nell’articolo “L’ambiguità dell’accoglienza”, reperibile su:

http://issuu.com/auxiliaonlus/docs/socialnews_0e063ca07425dc/1?e=7209639/852932

Coloro che intendano approfondire in via preliminare l’orientamento, possono consultare il volume “Vite altrove. Migrazione e disagio psichico”, Feltrinelli, Milano, 2000 (rist. Borla, 2010) o la bibliografia presente sul sito

L’incontro è rivolto preferenzialmente ai Laureati e Laureandi in Psicologia e Medicina.

L’iscrizione è gratuita e obbligatoria scrivendo all’indirizzo info@etnopsi.it o telefonando al 3317149736

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La Scuola Etno-Sistemico-Narrativa e Interculture International Foundation
Organizzano l' 8-9 Novembre un seminario dal titolo

"Curare traumi individuali e collettivi dalle guerre e nelle guerre"

Gli esseri umani sono stati immersi nell’esperienza della guerra da quando si è cominciata a registrare la storia. Da quando gli esseri umani sono stati immersi nell’esperienza della guerra, hanno sperimentato metodi e strumenti per curare i traumi causati dalle guerre.

Nel corso del seminario, in occasione dell’imminente uscita del suo nuovo libro: “Guarire la Guerra”, Natale Losi, Direttore della Scuola Etno-Sistemico-Narrativa di Roma, ne discuterà con Sandro Triulzi, Michele Losi, Cristo Arévalo Cuadra*

Centre Georges Devereux e Scuola Etno Sistemico Narrativa

2-3 marzo 2019


Il mondo è in movimento come non mai. Le frontiere sembrano essere scomparse ed emerge drammaticamente una questione: come accogliere gli “altri”. Come evitare di maltrattarli, respingerli, ignorarli?
Se dovessimo esprimere in sintesi l’etnopsichiatria sviluppata da Tobie Nathan, si potrebbe definirla come “una psicologia che pensa l’ospitalità”. Il dispositivo della consultazione creato da Tobie Nathan nel 1979, che riunisce attorno al paziente e ai suoi, gli operatori socio-sanitari che l’hanno in carico e l’equipe multi etnica e pluri-professionale di etnopsichiatria e almeno un mediatore etno-clinico, permette di accogliere il paziente, malgrado la sua vulnerabilità e le sue sofferenze, innanzitutto come un soggetto ricco della sua cultura, del suo mondo, portato da un gruppo e delle forze, spesso invisibili a un primo sguardo. Isabelle Stengers, nella prefazione di “Non siamo soli al mondo” di Tobie Nathan, scrive a proposito dell’etnopsichiatria del Centre Devereux: “È imperativo di non appropriarsi di un’idea di universalità, di non fare di “noi” i suoi rappresentanti… E soprattutto di non approfittarsi della debolezza e della confusione dell’altro per tentare di convertirlo in un ”qualunque”.
Tobie Nathan propone d’accogliere e curare i soggetti con sofferenze psichiche non come dei “qualunque” (Psicoterapia democratica, Raffaello Cortina 2013), degli umani universali e anonimi e banali, inseriti in un universo popolato da soli umani, ma come degli esseri connessi a delle forze, a dei “proprietari” che sono la condizione della loro individualità e che sono l’origine, sia del loro malessere, sia delle loro risorse e guarigione.
L’etnopsichiatria si sforza di mettere in luce la razionalità, l’intelligenza e la logica del funzionamento di questi non umani, che accompagnano e obbligano gli umani. Accogliere gli esseri umani venuti d’altrove consiste allora nel dotarsi dei mezzi per accogliere degli autentici “stranieri”, ovvero i non-umani – gli dei, i morti, gli spiriti, gli antenati, ecc. – che accompagnano i migranti che noi riceviamo. Ma, il presupposto a questo, come scrive Nathan nelle sue opere (L’étranger ou le pari de l’autre, Edizioni Autrement 2014 e Quando gli dei sono in guerra, La Scuola 2017), è il riconoscimento che se gli umani sono tutti uguali, i loro “proprietari”, le loro divinità, i loro demoni, i loro spiriti, i loro antenati, sono ben differenti e spesso antagonisti: “Se accettiamo in qualche modo questa descrizione dei conflitti planetari, allora possiamo facilmente immaginare che la Terra sia diventata uno spazio di scontro tra divinità che conservano, ciascuno un proprio progetto, oggi obsoleto, di una conquista totale del mondo”. (Quando gli dei sono in guerra, La Scuola 2017).

Le due giornate di formazione all’etnopsichiatria, del 2 e 3 marzo 2019, animate da tre membri dell’equipe del Centre Georges Devereux: Tobie Nathan, Catherine Grandsard e Nathalie Zajde, offriranno l’occasione di illustrare questi temi anche attraverso la discussione di situazioni cliniche seguite al Centre Georges Devereux. Tobie Nathan rifletterà su qualche divinità, attraverso la loro interazione, i loro statuti religiosi, i loro legami con gli umani che le sostengono, le onorano o le rinnegano. Catherine Gransard presenterà dei casi di Minori Non Accompagnati, bambini e costruzione identitaria, “inviati” da gruppi culturali e sociali invisibili, seguiti nella consultazione di etnopsichiatria e particolarmente delle ragazze toccate da problemi di “stregoneria”. Nathalie Zajde, seguendo il concetto nathaniano di “qualunquificazione”, proporrà una nuova comprensione della distruzione degli ebrei nei campi di sterminio nazisti, dei traumi della Shoa e della loro trasmissione alle generazioni seguenti; infine svilupperà il principio di “de- qualunquificazione” come processo psicoterapeutico.

 

Per saperne di più...

 

Link utili

Per co-costruire in una logica di arcipelago proponiamo una serie di link ragionati dove potrete trovare eventi e materiali relativi a migrazione, sistemi complessi, narrazioni, terapie e altro:

Institut du Tout-Monde - è stato creato per iniziativa di Edouard Glissant e si propone di far progredire la conoscenza dei fenomeni e processi di creolizzazione, e di contribuire a diffondere la straordinaria diversità degli immaginari dei popoli, che esprimono tali immaginari attraverso la molteplicità delle lingue, la pluralità delle espressioni artistiche e l'inaspettato degli stili di vita.


Circolo Bateson - Organizza seminari, eventi, incontri di lettura per esplorare le intuizioni di G. Bateson. Il prossimo seminario nazionale si terrà il 12 e 13 giugno 2010 sul tema "Cultura: che cosa sta succedendo?"


network della Rivista del master di intercultura di Padova - Un sito e un network che hanno per scopo la promozione di contatti tra operatori, studenti e ricercatori, ma anche enti ed associazioni di ogni provenienza geografica e culturale nell’ambito delle pratiche interculturali. Il network punta a disintermediare il contatto tra operatori, sostenendo lo sviluppo di comunità di lavoro dedicate alla promozione del dibattito sui diritti umani, allo sviluppo di iniziative artistiche e culturali e alla sperimentazione sociale in ambito di Web 2.0.  Vuole altresì proporsi come luogo di incontro pluridisciplinare, in vista di redazione o partecipazione a bandi. 


logo_contextus Promossa nell'ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati, l'iniziativa di informazione e formazione, rivolta ad operatori dei centri di accoglienza e del territorio intende rispondere alla necessità di creare sistemi e sinergie per qualificare le possibilità di presa in carico delle persone più vulnerabili che richiedono protezione internazionale.

L'associazione ETNA è un'interfaccia tra l'etnopsicologia e la psicologia analitica junghiana. Promuove ricerca e interventi per la riduzione e la prevenzione di condizioni patologiche legate alla condizione migrante. http://www.etnopsicologianalitica.com/S%C3%A9-Minari%20di%20Etnopsicologia-ETNA2013.pdf


Defence for Children International promuove e tutela i diritti delle bambine e  dei bambini per costruire con loro un mondo diverso, capace di considerare le conseguenze delle proprie azioni; analizza le ragioni e denuncia le responsabilità che conducono a negare i diritti dell’infanzia; realizza campagne di azione per modificare le cause e i fattori che determinano le violazioni.

Quel che resta del Mondo - Blog partecipato di Fabrice Olivier Dubosc su psiche, 'nuda vita' e questione migrante.

Shinui - Corso di counseling e mediazione interculturale a Bergamo

www.auditorium.com

a proposito di teatro segnaliamo anche le iniziativa della compagnia scarlattine teatro (www.scarlattineteatro.it)

www.azioninclementi.it

www.pagesperso-orange.fr

www.ethnopsychologie.net

www.libreriadelledonne.it

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ascolto psico-sociale La Scuola Etno-Sistemico-Narrativa e Intercultural International Foundation hanno aperto uno spazio per le attività di ascolto psico-sociale presso la sede di Roma, via C. Balbo n° 4... Leggi tutto
Scuola Quadriennale

libri

PRESENTAZIONE

La Scuola Quadriennale di Psicoterapia ad Indirizzo Sistemico-Relazionale e Orientamento Etno-Sistemico-Narrativo è l'unica Scuola riconosciuta in Italia ad applicare questo orientamento.

SBOCCHI PROFESSIONALI

La Scuola fornisce una specializzazione sia per il lavoro psicoterapeutico con le famiglie, con gli individui ed i gruppi, attraverso il classico approccio sistemico-relazionale; sia per il lavoro etnopsichiatrico, particolarmente indicato nei contesti in cui le migrazioni e la creolizzazione della società richiedono nuovi strumenti di comprensione, tanto per il lavoro con i migranti, quanto per quello con gli "autoctoni".

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