Natale Losi, ha fondato la Scuola Etno-Sistemico-Narrativa di Roma (Etnopsi) e ne è stato direttore fino al 2025. Psicoterapeuta familiare formato alla scuola di Mara Selvini Palazzoli, etnoterapeuta, antropologo-medico e sociologo aveva collaborato con Tobie Nathan a Parigi ed in Kosovo. Ha fondato e diretto per quindici anni l'Unità Psicosociale e di Integrazione Culturale dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Ginevra/Roma). Ha lavorato in programmi di ricerca e intervento per la collaborazione tra sistemi sanitari convenzionali e tradizionali in Africa (Mali e Etiopia) e sviluppato programmi e interventi sui traumi collettivi e l'attivazione della resilienza in numerosi paesi tra cui il Kosovo, la Serbia, la Palestina, il Libano, la Colombia, la Georgia. Ha insegnato in Svizzera (Ginevra) e in Italia nelle Università di Milano e Perugia. È stato rispettivamente Visiting Professor e Docente all'Università di Essex (UK) e nel Master “International Trauma” dell'Università di Harvard (USA). Attraverso la sua esperienza clinica e accademica ha sviluppato l'approccio etno-sistemico-narrativo, che include narrazione e memoria – in particolare nelle comunità di migranti – come strumento fondamentale di integrazione culturale e resilienza. È stato stato direttore, didatta
Queste idee sono discusse nelle sue pubblicazioni, che includono: Critica del trauma. Modelli, metodi ed esperienze etnopsichiatriche, Quodlibet Studio, 2020. Guérir la Guerre. Des récits qui soignent les blessures de l’âme, L'Harmattan, 2016; Guarire la Guerra. Storie che curano le ferite dell'anima, Torino, L'Harmattan Italia, 2015; Vite Altrove, Migrazione e disagio psichico, Milano, Feltrinelli, riedizione del 2010 presso Borla, Roma nella collana Radici e labirinti; Archive of Memory, Supporting Traumatized Communities, IOM; Cosi la vita mi arriva (postumo), Maschietto Editore, 2025.
Per tutti noi, Natale Losi non è stato soltanto un fondatore, direttore o un riferimento scientifico, ma una presenza importante, capace di tenere insieme pensiero, clinica e umanità. Il suo modo di interrogare il sapere, di abitare la complessità e di restare in ascolto delle storie – individuali e collettive – ha profondamente segnato il nostro lavoro e il nostro modo di essere formatori.
La sua eredità non si esaurisce in un modello teorico, ma continua nel rigore etico, nella curiosità intellettuale e nella responsabilità verso le persone e i contesti difficili che incontriamo. È in questa continuità, fatta di cura e trasformazione, che la Scuola riconosce oggi il proprio lavoro: custodire e far vivere un pensiero che resta aperto, dialogico e profondamente umano.
Dopo la scomparsa di Natale Losi nel 2025, Carol Djeddah Losi ha assunto la direzione della Scuola etno-sistemico-narrativa (ESN), garantendone la continuità scientifica, clinica e formativa nel solco dei valori fondativi.
Nata al Cairo, in Egitto, ha costruito il proprio percorso personale e professionale tra due mondi: la terra dell’infanzia e una terra di accoglienza. Questa esperienza di attraversamento ha orientato in modo profondo la sua ricerca identitaria e ha guidato le sue scelte di vita e di lavoro.
Laureata in Medicina e Chirurgia a Milano, ha operato per diversi anni come medico in contesti di emergenza e post-conflitto, in particolare in Zimbabwe (con il COSV) ed Etiopia (MAE). Questa prima fase ha contribuito alla costruzione di una visione internazionale della cura, fondata sull’integrazione tra dimensione sanitaria, sociale e culturale.
Ha successivamente ricoperto incarichi di responsabilità nei programmi di salute delle donne e di prevenzione della violenza presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), lavorando tra Addis Abeba e Ginevra. In tale ambito ha progettato e sviluppato programmi e strumenti di formazione rivolti alla protezione di donne e bambini colpiti da conflitti armati, al rafforzamento della resilienza e all’elaborazione dei traumi collettivi in diversi contesti, tra cui Rwanda, Burundi, Algeria, Bosnia, Kosovo e Mozambico.
A partire da queste esperienze ha approfondito la dimensione clinica, specializzandosi in psicoterapia sistemico-familiare. Ha ideato e coordinato programmi psicosociali per le Nazioni Unite basati sull’approccio etno-sistemico-narrativo, adattato alle specificità culturali e sociali di numerosi Paesi africani ed è stata cofondatrice, insieme a Natale Losi, della Scuola etno-sistemico-narrativa. Da più di 10 anni è didatta della Scuola.
È autrice e coautrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali sui temi della salute pubblica, della tutela dell’infanzia, della salute riproduttiva nei contesti di conflitto e dell’approccio etno-sistemico-narrativo.
Tra le sue pubblicazioni :
Sono psichiatra e psicoterapeuta; mi sono laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Psichiatria a Napoli. Durante il corso di laurea sono stata volontaria presso il Centro di Salute Mentale di Scampia, fondato da Sergio Piro (uno dei principali esponenti in Italia del movimento anti-istituzionale che ha portato alla nascita della legge Basaglia), che ho avuto la fortuna di conoscere.
Durante la specializzazione mi sono occupata principalmente di psicoterapia di gruppo per adolescenti e di psicodramma.
Ho proseguito la formazione con il Master “Harvard Program in Refugee Trauma” e con la specializzazione in Psicoterapia Sistemica ad Orientamento Etno-Sistemico-Narrativo presso la Scuola diretta da Natale Losi.
Ho lavorato come psichiatra e psicoterapeuta in diversi Servizi di Salute Mentale (SPDC e CSM) in Emilia Romagna e in Veneto e lavoro attualmente in un Centro di Salute Mentale nell’area nord di Napoli.
Mi occupo, nella clinica e nella didattica, di declinare l’approccio etno-sistemico-narrativo nel lavoro quotidiano nei servizi pubblici di salute mentale e nelle istituzioni in genere.
“Aprire l'Istituzione non è aprire una porta, ma la nostra testa di fronte a “questo” malato.”
(Franco Basaglia – Lezione agli infermieri, Trieste 1979)
Sono psicologa e psicoterapeuta, formata presso la Scuola Etnopsi di Roma.
All’inizio della mia attività professionale, negli anni ’90, ho lavorato in progetti del Comune di Roma mirati alla scolarizzazione dei minori rom e sinti, alla prevenzione delle dipendenze patologiche e dei comportamenti a rischio nei campi nomadi. A partire da questa esperienza ho approfondito la mia riflessione sui temi del “nomadismo” e dello “sradicamento” in direzione della valorizzazione degli aspetti di scelta e autodeterminazione di chi sa mettere radici in qualunque luogo possa realizzare la propria storia.
In seguito, il lavoro con diversi enti e associazioni romane in progetti rivolti a minori e famiglie, sia in contesti educativi che in contesti di disagio psicosociale, come pure l’attività svolta presso gli Istituti Penitenziari di Rebibbia, hanno consolidato in me l’idea della necessità di affrontare con nuovi strumenti la sfida della creolizzazione delle società contemporanee, amplificando lo sguardo occidentale sulla salute, sul disagio psichico e sulla cura.
Svolgo da diversi anni attività clinica privata, sia individuale che di coppia e familiare, e mi occupo di formazione e supervisione in progetti per rifugiati e richiedenti asilo.
Dal 2016 collaboro sia in qualità di didatta che alle attività del Polo Clinico con la Scuola Etnopsi, con cui condivido una visione politica della psicoterapia, disciplina di natura rizomatica, per dirla con Deleuze e Guattari, decentrata e non gerarchica, atta a co-costruire con i pazienti mappe di vita, cartografie del cambiamento e della differenza.
"L’altro da me è il filo che ho perso e che mi permette di ritrovarmi”
Sono psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico lacaniano, con una specializzazione in etnopsicologia che accompagna il mio lavoro dal 1999.
Il "filo" che mi ha permesso di ritrovarmi, nasce dalle mie esperienze nel sociale: il lavoro con le tossicodipendenze, l’autismo, il ruolo di responsabile terapeutico e di supervisore in Comunità per minori e madre–bambino. Un percorso che mi ha condotta esattamente dove sapevo che sarei arrivata, fin da quando nel 1989 scelsi con convinzione di dedicare la mia tesi di laurea al tema del razzismo.
Dal 1999 lavoro come etnopsicologa e supervisore d’équipe in progetti di accoglienza e protezione sociale (gli odierni Cas e Sai e Corridoi umanitari), nonché in programmi di tutela per vittime di tratta, principalmente in Veneto e Friuli Venezia Giulia. Inoltre collaboro con Scuole pubbliche e private di vario ordine e grado.
L’incontro con Natale Losi ha rappresentato un passaggio fondamentale: è in quella formazione e nel dialogo continuo, che ho potuto comprendere pienamente e integrare l’approccio ESN nel lavoro terapeutico con persone migranti e non. Da allora il filo non si è più spezzato, ma si è arricchito. Dal 2013 sono didatta presso la Scuola ESN. Inoltre svolgo attività clinica privata a Treviso, dove accolgo pazienti di ogni cultura e provenienza.
Tra le mie Pubblicazioni
Sono psicologa e psicoterapeuta di formazione sistemico-relazionale, mediatrice Familiare Sistemica, e Consulente Tecnico di Ufficio e di Parte per le perizie giudiziali con un approfondimento alla mediazione culturale.
Collaboro da molti anni con il Servizio Pubblico, a sostegno delle famiglie e delle coppie presso l’unità operativa semplice Consultorio Familiare dell’ASSL4 Veneto Orientale e con enti privati a sostegno della genitorialità per le famiglie con figli con disabilità. In questo ambito specifico svolgo formazione sul campo con operatori ed educatori.
Lavoro privatamente presso il mio studio a Treviso, dove mi occupo anche di progettualità nel mondo scolastico come consulente presso Sportelli Ascolto.
Sono socio-didatta di Mediazione Familiare abilitata da AIMS e socio-professionista AITF.
L’incontro con Natale Losi, avvenuto nel 2011, mi ha dato la possibilità di conoscere ed approfondire l’approccio etno-sistemico-narrativo, che ho sentito più che mai attuale nei suoi fondamenti teorici e nella sua applicazione clinica, particolarmente adatta nel lavoro con persone che provengono da un “altrove”.
Nella mia attività di professionista e di consulente tecnico, mi sono trovata spesso a collaborare con i servizi territoriali nella valutazione delle capacità genitoriali con famiglie straniere in carico ai servizi sociali.
La complessità dell’approccio ESN e la sua specificità mi hanno dato modo di lavorare in questi contesti, introducendo nuovi strumenti e letture più ricche, che tengono conto degli aspetti culturali di riferimento e del rapporto tra culture dominanti e minoritarie, e delle dinamiche interculturali che il processo di integrazione e il “meticciato” comportano.
Da alcuni anni sono didatta del primo biennio presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Etno-Sistemico-Narrativa di Roma, dove mi occupo soprattutto della formazione di base dell’epistemologia sistemica.
In Nicaragua sono stato Profesor Principal di Psicologia Medica e Psicopatologia e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale alla Facoltà di Medicina di León. Come Responsabile Regionale di Salute Mentale e Membro del Consiglio Tecnico Nazionale di Psicologia ho organizzato diversi programmi di Salute Mentale per il Ministero della Salute del Nicaragua. Mi sono formato In America Latina in Psicoterapia Analitica di Gruppo e Teoria Sistemico-relazionale e ho lavorato tra gli altri con Marie Langer, Sylvia Bermann, Ignacio Maldonado, Jorge Margolis, Mario Campuzano. In Europa ho approfondito le conoscenze su questi temi, studiando e lavorando per molti anni con Luigi Cancrini, Luigi Onnis, Patrizia Angrisani e Carmine Saccu.
Ho scritto diverse pubblicazioni in America Latina ed Europa. Fra le più rilevanti “Figli di Penia”, nella rivista “Ecologia della Mente” nel 1997, su un argomento psico-antropologico che affronta le difficoltà dell'apprendimento delle tecniche del cambiamento in terapeuti con un retaggio culturale “fatalista”. Ho presentato nel 1992 ad Amburgo il tema “Rischio Psicosociale nella Società del dopoguerra” all’interno del “Simposio Cultura e Situazione Psicosociale in America Latina”.
Ho una lunga e vasta esperienza in traumi di guerra, traumi collettivi, meccanismi ed effetti della guerra psicologica e prevenzione del panico collettivo. Ho lavorato con i reduci di guerra e ho approfondito gli studi sui processi e gli effetti delle guerre del Centro America negli anni Ottanta.
Sono esperto nel lavoro con piccoli e grandi gruppi e negli anni ho contribuito a diverse pubblicazioni nel campo della Salute Mentale e dei processi di trasformazione psico-antropologica a livello transgenerazionale. Collaboro da anni con la Scuola Etno-Sistemico-Narrativa.
Nell’ultimo decennio mi sono dedicato alla costruzione di un’esperienza itinerante, formandomi e sperimentandomi in Italia e all’estero, in Spagna e in Latino America. Ho sviluppato numerose esperienze nell’ambito delle Comunità e della marginalità sociale.
Sono uno psicoterapeuta specializzato presso la scuola Etnopsi di Roma ad indirizzo Sistemico-Relazionale e orientamento Etno-Sistemico-Narrativo. Tale specializzazione mi ha permesso di costruire le basi per il lavoro psicologico e psicoterapeutico con adolescenti, adulti, coppie e famiglie e mi ha fornito le competenze per lavorare anche con persone provenienti da altri paesi, in particolare come terapeuta e/o supervisore di Centri o Case Famiglia per persone vittime di tratta e minori stranieri non accompagnati.
Oltre alla libera professione sto continuando, inoltre, a collaborare con la Scuola di Specializzazione in qualità di Psicoterapeuta all’interno del Polo clinico e di didatta.
Mi sono specializzata in psicoterapia con la Scuola Etno-Sistemico-Narrativa nel 2015.
Ho lavorato nell'ambito della salute mentale per sette anni poi mi sono occupata dei temi relativi alle migrazioni per altri dieci, in particolare coordinando un centro di accoglienza per donne e operando come psicologa in un centro per famiglie.
Attualmente vivo nelle Marche e oltre a esercitare privatamente la professione come psicoterapeuta, sono vice-presidente di Ricerca/Azione-Diritti RAD, un’Associazione di Promozione Sociale che si occupa di tutela e promozione dei Diritti Umani e svolge attività di inclusione sociale, ricerca e formazione.
Faccio parte della Scuola Etno-Sistemico-Narrativa dal 2011 e attualmente collaboro nella didattica e nel polo clinico. In particolare, con un gruppo di colleghi abbiamo curato la presa in carico di alcune famiglie migranti per quanto riguarda il tema degli affidi e delle adozioni.
Etnopsi costituisce per me un laboratorio di pensiero vivo e mutevole, soggetto a continue amplificazioni che mi consente di restare connessa in maniera critica con le dinamiche sociali in continuo mutamento.
La porta di ingresso scelta dal pensiero ESN, quella che mi ha permesso di varcare una soglia nella mia formazione, è quella della migrazione, dello sradicamento e degli infiniti radicamenti possibili solo nell'incontro con altre radici.
Per dirla con Edmond Jabes (poeta francese nato al Cairo e vissuto in Francia dopo essere stato espulso dall'Egitto perché ebreo)
" Lo straniero ti permette di essere te stesso facendo di te uno straniero”.
Mi sono specializzata in Psicoterapia presso la Scuola Etno-Sistemico-Narrativa nel 2017 e da qualche anno sono didatta della Scuola.
Negli anni ho partecipato a progetti di scambio internazionale e formazione sia in Italia che all'estero (Nairobi - Kenya), dal 2014 ho iniziato a lavorare come psicologa e poi psicoterapeuta in progetti rivolti a richiedenti asilo e rifugiati (Sprar e Sai) tra Friuli e Veneto. Nel tempo ho iniziato a portare lo sguardo ESN nei servizi socio-sanitari del pubblico e del privato, sia come formatrice, consulente che come supervisore. Tutt'ora collaboro in progetti rivolti a persone e famiglie con background migratorio in diversi contesti italiani. Dal 2021 lavoro come psicologa psicoterapeuta presso il servizio psicologico Sap Internazionale del Centro per i Servizi Clinici Universitari dell'Università di Padova, servizio che si rivolge a studenti, dottorandi e studiosi internazionali.
Ho sempre continuato ad approfondire il mio interesse per l'antropologia e lo studio delle religioni, integrandole con la mia formazione Esn. Mi sono laureata in Scienze delle Religioni (2025) dopo un'esperienza di studio e ricerca presso la Al Farabi Kazakh National University (Almaty, Kazakistan), su nomadismo, processi coloniali e rapporto con la modernità.
L’approccio ESN per me ha sempre rappresentato un approccio in grado di cogliere le trasformazioni socioculturali e i rapidi cambiamenti imposti dalla realtà circostante (compresa la dimensione geopolitica) e come questi aspetti influenzino le soggettività delle persone. E' per me un approccio terapeutico in grado di includere e valorizzare altri modi di essere nel mondo, che non siano solo quelli immaginati dalla cultura dominante della modernità occidentale.
“Essere convinti che lo stato delle cose non definisce le possibilità più importanti, quelle che si aprono verso la costruzione di nuove verità. Essere pronti all’evento consiste nell’essere in uno stato mentale nel quale uno è consapevole che l’ordine del mondo e dei poteri prevalenti non hanno il controllo assoluto di tutte le possibilità.” (La philosophie et l’événement, Alain Badiou, Fabien Tarby, Germina 2009).
Tra le mie pubblicazioni:
La mia formazione universitaria in Psicologia Sociale e Interculturale mi ha accompagnata fin dall’inizio lungo un percorso aperto al dialogo tra saperi e alla contaminazione tra discipline, come la sociologia, la fenomenologia, l’antropologia e l’etnopsichiatria.
Negli anni successivi, a seguito del trasferimento a Roma, ho lavorato all’interno del circuito dell’accoglienza, occupandomi di richiedenti asilo e rifugiati. L’esperienza maturata in questi contesti complessi e multiculturali ha fatto emergere progressivamente il bisogno di acquisire strumenti teorici e clinici più adeguati, che mi permettessero di svolgere il mio ruolo in modo sempre più consapevole, utile ed efficace.
Questo percorso mi ha condotta alla Scuola Etno-Sistemico-Narrativa, dove mi sono formata e specializzata come psicoterapeuta (2020). Qui ho approfondito l’approccio ESN, una metodologia psicologica e clinica che riconosce e valorizza la pluralità dei mondi culturali, promuovendo un posizionamento professionale fondato su apertura, curiosità e creatività.
Nel 2018 esce “Etica ed etnopsichiatria” – Collana di studi per un’antropologia dell’accoglienza. Imprimitur Editore, Padova (Padova 2018)
Volume nato con l’obiettivo di valorizzare ricerche ed esperienze nell’ambito dell’etnopsichiatria, sviluppate all’interno dei contesti di accoglienza di profughi e richiedenti asilo.
Il mio contributo al volume è intitolato “Muoversi attraverso arcipelaghi: decostruire categorie, costruire alternative”, e propone una riflessione critica sui dispositivi concettuali e clinici utilizzati nei contesti interculturali, aprendo a pratiche e prospettive alternative di comprensione e intervento.
Attualmente, oltre all’attività di libera professione, continuo a collaborare con diversi enti del terzo settore e con la Scuola stessa, svolgendo il ruolo di psicoterapeuta presso il polo clinico-didattico e di referente per le allieve e gli allievi.