15-16 marzo Sergio Boria

La scuola etno-sistemico-narrativa e

Interculture International Foundation organizzano i seguenti seminari aperti:

15-16 marzo Sergio Boria 

 

 

La rete della vita e le psicoterapie sistemiche

La prima giornata seminariale sarà dedicata all’esplorazione delle radici moderne del pensiero sistemico con un’attenzione particolare all’esperienza straordinaria delle Macy Conferences nelle quali dialogarono, a cavallo tra gli anni 40’ e 50’, esponenti di spicco delle due culture intorno a concetti come quelli di feedback, omeostasi e comunicazione. Si cercherà quindi di tratteggiare l’evoluzione dalla 1° alla 2° cibernetica, e cioè da una descrizione/mappatura frontale dei sistemi viventi verso una teoria dell’osservatore (costruttivismo); approcci che hanno trovato poi nel tempo alcune sintesi felici come nel caso del soggetto ecologico di Edgar Morin, e del concetto moreniano di auto-eco-organizzazione. Verranno poi proposti ed esplorati alcuni nodi esplicativi del pensiero sistemico di Gregory Bateson, studioso interdisciplinare che più di ogni altro ha influenzato e continua ad influenzare l’evoluzione della terapia familiare. Nel corso della seconda giornata si cercherà di delineare per grandi linee il vasto e variegato arcipelago delle terapie familiari, dagli anni 60’ ad oggi, soffermandosi su alcuni punti di svolta come ad esempio la nascita del Milan Approach, o il successivo affermarsi dell’approccio socio-costruzionista e narrativo, fino alle pratiche terapeutiche basate sulla dialogicità dell’attuale modello scandinavo. L’intento è sia collocare il movimento della terapia familiare nel contesto più ampio degli sviluppi degli studi sui sistemi complessi, sia sottolineare il suo costante riferimento all’insegnamento di Gregory Bateson, di volta in volta diversamente declinato e che risente sempre più degli apporti del pensiero cosiddetto post-moderno. Il seminario si concluderà con delle riflessioni del dott. Boria circa il proprio personale modo di intendere il processo terapeutico, con un‘attenzione particolare all’intreccio tra processi mnesico-narrativi e processi identitari nel contesto del lavoro sia con le famiglie che con organizzazioni umane più ampie. Il seminario si avvarrà inoltre di una serie filmati.

Testi di riferimento:

Boria Sergio – L’incertezza e il tempio galleggiante – Riflessioni Sistemiche N°1, 2009

Boria Sergio – Il ricordo inventato che noi siamo – Guaraldi, 2012

Boria Sergio -  La psicoterapia sistemica e l’emergere della decisione: tra narrazione ed etica foersteriana  –  CEDAM, 2013

Seikkula Jaakko, Arnkil Tom Erik – Metodi dialogici nel lavoro di rete – Erickson, 2013

White Michael – La terapia come narrazione – Astrolabio, 1992

Medico, psichiatra, e psicoterapeuta di formazione sistemico-costruttivista. Opera professionalmente nel campo della psicoterapia, ed è l'ideatore e coordinatore del progetto Bateson's Net di psichiatria di consultazione ad orientamento sistemico. E' Consulente per la Formazione nell'ambito del progetto Cu.Per (Cure Personalizzate) dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma. E' presidente dell'AIEMS (Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche - www.aiems.eu), Coordinatore Scientifico del Festival della Complessità e membro del Circolo Bateson. Dirige la rivista scientifico-culturale telematica Riflessioni Sistemiche, e ha scritto saggi sul pensiero sistemico, la memoria, la psicoterapia e la primary health care. Svolge attività di formazione accreditata ECM in ambito sanitario ed è un didatta della scuola etno-sistemico-narrativa di Roma.

Il seminario si tiene a Roma, in Piazza Oderico da Pordenone 3, presso il Polo Didattico. 
Per l'iscrizione occorre inviare una richiesta a info@etnopsi.it e, ricevuta conferma di disponibilità di posti, versare un bonifico, di 100 euro sul conto corrente della Scuola al seguente IBAN: IT94S0335901600100000018200, intestato a: Scuola di Psicoterapia Etno-Sistemico-Narrativa precisando il vostro nome e l’indicazione dell’iscrizione al seminario del 15- 16 Marzo. Gli orari del seminario saranno i seguenti: il sabato 10-18, con intervallo di pranzo; la domenica 9-16,30 con intervallo di pranzo.

7-8 giugno Fabrice Olivier Dubosc

7-8 giugno 2015 Fabrice Olivier Dubosc

La dimensione narrativa in una prospettiva etno-sistemico-narrativa e la sua applicabilità clinica

La dimensione narrativa è l’ancoraggio che ci permette di recuperare il deposito di narrazioni dinamiche  delle pratiche terapeutiche tradizionali senza regredire a forme di ritualismo magico inadeguate al momento storico attuale in cui si svolge il processo migratorio, caratterizzato da fortissime tensioni (doppia esclusione) ma anche da molteplici paesaggi e aspirazioni che ricombinano creativamente la ‘traccia ‘ della tradizione e le sfide del confronto con il mondo.

Una delle tecniche narrative di immediata applicabilità clinica è quella junghiana dell’amplificazione. Per collocare questa tecnica in un contesto ESN mi propongo di esplorare il concetto di costellazione da diversi punti di vista e a partire dalla storia di Nostra Signora di Lampedusa e della schiavitù e della risonanza di immagini che dal passato continuano a interpellare la nostra coscienza. Una breve storia dell’immaginazione aprirà nuovi scenari in cui ricollocare il nostro rapporto con le culture tradizionali.

Il tema della sepoltura e della mediazione immaginale. col ‘mondo di mezzo’ saranno centrali in questa esplorazione un po’ labirintica.  Vorrei arrivare a proporre anche sul piano esperienziale una visione in cui divinazione e narrazione si incontrano in un modello su cui non far pesare né retaggi arcaici né eccessive razionalizzazioni psicologistiche ma cercando di recuperare i contributi più fertili del pensiero contemporaneo.

Testi di riferimento:

Judith Butler: A chi spetta una buona vita? (Nottetempo 2013)  

W.Benjamin: Tesi di filosofia della storia (www.maldura.unipd.it)  

Cfr W. Benjamin Sul concetto di storia  Einaudi 1997

C.G. Jung – Psicologia analitica e concezione del mondo 

F.O.Dubosc. Quel che resta del mondo (Ma.gi 2011), in particolare da pag. 55 a pag. 100

 

Fabrice Olivier Dubosc, di padre francese e madre italiana ha soggiornato diversi anni in Turchia. Dopo il rientro in Italia ha intrapreso una lunga analisi junghiana.  Laureato in psicologia a Torino ha seguito un tirocinio sistemico in ambito psichiatrico e si è specializzato in psicoterapia alla Libera scuola analitica di Milano.  L’incontro con Raimon Panikkar lo ha spinto ad approfondire la relazione tra narrazioni individuali e collettive in senso interculturale e interreligioso. Ha partecipato a incontri e progetti interdisciplinari e di formazione in India, Corea, Libano, Marocco, Francia, Spagna e Georgia. Oltre alla pratica psicoanalitica privata si occupa di etnoterapia in diversi ambiti. Collabora come supervisore a progetti per richiedenti asilo. E’ socio dell’ Associazione di Etnopsicologia Analitica (ETNA) e socio fondatore di Interculture International Foundation.

 

 

 

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